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Spiritualità > don Peppe Vitale
Nel momento in cui li pone nel mondo, il Signore alimenta su ogni uomo e su ogni donna un progetto: nessuno nasce per caso, nessuno viene "buttato" nel mondo. Egli fa loro dono della vita, li rende importanti e unici e in ciò impegna tutto se stesso e la sua credibilità. Nel suo amore infinito, Egli li ama da sempre e li segue nelle varie fasi di crescita: nella dipendenza di bambini, nella dolcezza dell'infanzia, nella forza della giovinezza, nella serenità di sposati, nelle decisioni della vita, nella pacatezza della terza età, nella saggezza della loro genitorialità.
Il Dio dei cristiani è un Dio padre, è un Dio madre, vicino ai suoi figli; non ne abbandona nessuno, come non abbandona la coppia che, unita nel suo nome, vive, cresce e opera nel suo nome.
C'è una forza divina e umana insieme che permette ad un amore di poter sempre crescere: la preghiera.
Essa può essere personale, individuale, ma è più sentita e potente quando è vissuta in comunità. E la prima comunità è la famiglia: la chiesa domestica
La preghiera non è un rivolgere a Dio delle parole talvolta neppure seguite con il pensiero
La preghiera è dialogo, apertura di cuore, disponibilità a dar spazio all'Altro, è accondiscendenza a ciò che viene comunicato dall'Altro.
Nella realtà del matrimonio è un dialogo di due con Uno; è un comunicare la bellezza dell'amore a chi è l'Amore stesso, è un affermare ed affrontare i rischi dell'incontro.
Nel libro di Tobia, uno dei libri dell'Antico Testamento, l'autore sacro ci presenta i due sposi (Tobia, appunto, e Sara) uniti nella preghiera prima di congiungersi nella prima notte di nozze: la preghiera li unisce prima ancora dell'unione completa dei loro corpi esaltando il valore, la bellezza, il dono dell'amore coniugale
La preghiera di Tobia e di Sara è contemporaneamente ringraziamento e consacrazione del loro amore ed è perciò una preghiera che rende "santo" e "sacro" il loro partecipare alla creazione con il corpo e con lo spirito.
Tobia sa che il Signore gli ha posto a fianco la compagna che fa per lui, che alimenta gli stessi sentimenti, lo stesso amore: la preghiera unisce i due sposi, li fa crescere nel dono di sé , li rende simili.
Quando si vive soli si può essere sicuri di tutto perché non c'è confronto; quando si vive in due e si crea una famiglia, nel confronto e nel donarsi, ci si mette in discussione; nel dialogo si analizzano i momenti e le esperienze personali, li si mette insieme e si cresce.
Quando si vive con Dio il tutto si eleva su un piano particolare, che è quello divino. Tutte le cose umane diventano banali se non entrano nel progetto di Dio e se non si rivestono di particolare donazione.
Ma la preghiera non è solo dialogo è anche meditare la Parola, la Sacra Scrittura, attraverso la quale giunge a noi non la parola del tempo e degli uomini, ma la Parola eterna e perenne del Padre, che ci interpella, ci coinvolge dicendoci sempre e senza stancarsi mai: ti amo.
In questa dimensione scopriamo veramente quanto siamo importanti per Dio e diventiamo sempre più preparati e disposti a superare i travagli della vita, le incomprensioni reciproche, i distacchi momentanei, le incertezze di alcune scelte, i pericoli che si presentano, le paure che ci avviluppano, le superficialità che fanno morire senza che ce ne accorgiamo.
Bisogna sempre dar spazio a Dio. È Lui che vi unisce e rende piena e santa la vostra coniugalità e, quindi, a Lui bisogna far riferimento.
La preghiera è riflessione che porta a prendere coscienza di sé sempre più profondamente e a comunicarsi con l'Altro. La preghiera è capacità di far silenzio e ascoltare quanto lo Spirito detta. La preghiera è fiducia. La preghiera è fede che la realtà del matrimonio non è semplicemente un contratto sociale per legittimare un vivere assieme, ma è sacramento, un vivere di Dio con l'uomo, è comunicazione della sua vita perciò Grazia.
In ciò l'annuncio del profeta diventa per voi meravigliosa e affascinante realtà tanto da potere farvi esclamare: "Il Dio con noi e noi diventiamo divini!" perché Dio è Amore, amore eterno, infinito, totale, misterioso e vitale. In questo modo l'amore non è un parlare, né un desiderare, né un proclamare, l'amore viene vissuto e vivendolo cresce e vi rende simili a Lui.
Parlate, quindi, sempre del vostro amore , ma vivetelo ancora più intensamente.
Sac don Giuseppe Vitale