martedì , 24 ottobre 2017

Riunione di gruppo


RiunioneDiGruppo1 

Ero Barcellona in casa del carissimo amico Ismael, noto “Isma”, trepidante e pieno di entusiasmo per l’esperienza che mi accingevo a vivere : il trasferimento a Palma di Maiorca dove ero stato invitato alle II Conversazioni di Cala Figuera.
Con Isma passavamo delle ore a parlare del Movimento, di come si viveva nei nostri paesi…delle difficoltà…. dei progetti…. ad un certo punto Isma si alza e scompare in un ripostiglio per riapparire poco dopo con tre doni: una piccola terracotta bianca raffigurante un omino in groppa ad un asinello, un libricino ed un adesivo. Guardai curioso i tre doni e la mia gioia divenne incontenibile: il primo era la mascotte delle I Conversazioni di Cala Figuera celebrate nel 94 in occasione del 50° anniversario della nascita del Cursillo, il secondo una vecchia Guida del Pellegrino in spagnolo, la terza un adesivo trasparente con la scritta “I love R.G” : “love”, naturalmente, anagrammato con il cuoricino rosso.
Ringraziai l’amico per la squisita delicatezza e spendemmo un po’ di tempo per commentare quei tre oggetti carichi di significato. Avevo intuito il significato delle due lettere “R.G.”, ma volli sapere perché erano scritte in maiuscolo. Il volto dell’amico, alla mia domanda, si era illuminato tutto, come se avesse passato tutto il tempo della nostra conversazione in attesa di questa mia domanda.
La risposta fu fulminea e accompagnata da un magnifico sorriso: “porque es un nome proprio” : significa non una riunione di gruppo ma “La Riunione di Gruppo”, è il nome e cognome “compresso” di cinque/sei persone che avendo vissuto l’esperienza del Cursillo formano un tutt’uno con Cristo. L’entità che scaturisce da questa compressione, da questa sintesi , come un piccolo corpo mistico, è la “R.G.”.
Spiegai all’amico Isma che per noi, in Italia, la Riunione di Gruppo e quella che noi facciamo in Ultreya. La risposta fu altrettanto pronta “ es otra cosa … es otra cosa”.
E qui e inizia , così, il mio cammino verso la scoperta della R.G.
La R.G. è lo strumento fondamentale e principale di santità che il Post-cursillo offre ai fratelli che hanno fatto l’esperienza dei tre giorni. Preesiste all’Ultreya: l’Ultreya è l’incontro comunitario per condividere con i membri delle altre R.G. l’esperienza della propria R.G.
E’ il luogo, o meglio l’ambiente, dove si vive e si condivide nella sua più intima forma il fondamentale cristiano, la vita di Cristo in noi, cioè si condivide l’incontro con Cristo, vivo, vicino, portato nella quotidianità della nostra vita. La Riunione di Gruppo quindi è lo strumento di perseveranza del Gruppo stesso e della sua vitalità.
Perchè una riunione di gruppo si trasformi in R.G. è necessario un lungo cammino di amicizia, di perseveranza e di grazia vissuta.
La R.G. vera, reale, è sempre in cammino , è sempre in continua formazione e si distingue per le sue caratteristiche :
Libera e liberante. La partecipazione è un atto di reciproco amore tra i partecipanti: tutti accettano tutti, tutti si sentono accettati da tutti. Ognuno resta nel Gruppo solo ed esclusivamente perché è libero di restare e gli piace restare. Il Gruppo nasce, cresce e si rafforza in un ambiente in cui ognuno sente l’apertura del cuore dei fratelli tanto da indurlo ad aprirsi anch’esso : è il clima liberante della visita al Santissimo durante il Cursillo.
La R.G. è libera e liberante perché non ci sono remore psicologiche (ad esempio la presenza di qualcuno con cui si ha rapporti di interdipendenza nella vita normale lavorativa o familiare); remore psicologiche che tendono ad esplicarsi in varie tipologie di rapporti anomali che vanno dall’ inibizione all’ esibizione, dalla sudditanza al rapporto di dominio. E’ libera e liberante perché la partecipazione è volontaria ed ognuno sente la totale e serena libertà di abbandonare il gruppo quando non lo sente più idoneo alla sua crescita. E’ libera e liberante perché in essa non valgono i soliti meccanismi umani di gruppo in cui emergono leaders e soccombono i deboli, ma tutti viaggiano in cordata, in cui ognuno è, e si sente, anello di sostegno per l’altro.

Piccola: massimo cinque/sei persone, oltre questo numero facilmente si innestano dei meccanismi di controllo di gruppo, camuffati spesso con il senso di responsabilità, che sono molto umani ma deleteri per il cammino di santità: in un gruppo numeroso facilmente riemerge il personaggio, il ruolo sociale, la strutturazione, la gerarchia.

Stabile, consolidato, limpido. La nascita e la vita del Gruppo ha la stessa dinamica dell’ amicizia:nasce da una scintilla, da un piccolissimo nucleo ma poi va crescendo per stratificazioni successive come un cristallo di quarzo. Questa crescita deve avvenire sempre in maniera trasparente e continua altrimenti, il cristallo muore o diventa opaco.

Paritetica: i membri sono membri del Gruppo come persone (e non come personaggi) in cui ognuno ha la possibilità di esprimere la propria personalità in modo che possa sentirsi arricchito dall’altro. Nel Gruppo non ci sono capi, ma relazioni personali paritetiche : tutti a tutti. Quando nasce un capo, un responsabile, o se ne sente l’esigenza, la R.G. o non esiste o sta morendo.
Da cui ne deriva che non rispettano queste caratteristiche e quindi difficilmente potranno raggiungere la loro finalità:
i gruppi numerosi
i gruppi instabili.
i gruppi con relazioni di dipendenza/dominio, di inibizione/esibizione.

Tutte queste caratteristiche i primi cursillisti di Palma le sintetizzavano nelle famose quattro “ESSE” :
Settimanale…….. è uno strumento di vita quindi deve seguire i ritmi della vita: la settimana rappresenta l’intervallo di tempo ideale ed equilibrato per l’incontro di perseveranza.
Serio.…… l’argomento di cui si tratta è l’argomento più importante : la persona, il suo rapporto personale con Cristo. e con i fratelli… questo però non impedisce l’auto ironia : il sorriso non guasta la serietà, la rende più saporita.
Sincero…….. senza finzioni, sena restrizioni mentali, si da quello che si è, non quello che vogliamo far apparire.
sigillato…… a tenuta stagna…riservato… niente esce dal gruppo neppure per osmosi: ciò che viene detto resta sepolto nel cuore di chi ascolta. Questa caratteristica è quella psicologicamente fondamentale per la coesione del Gruppo.
Sono queste caratteristiche che trasformano la riunione di gruppo in nome proprio: “RG”. Con queste caratteristiche la R.G. “ri-crea il termine ‘amico’ e gli dona un senso ed una capacità liberante e creativa”.
Qualche tempo dopo ho scoperto che quanto mi aveva trasmesso con entusiasmo Isma coincideva perfettamente, sostanzialmente e persino lessicamente con il pensiero di Eduardo.
Purtroppo, insieme a questo, ho scoperto che in Italia non solo non esiste la R.G., ma sembra che non sia mai arrivata nella sua integrità.
In Italia, ne è arrivata una parvenza confusa con la riunione di gruppo in Ultreya, alla quale si è cercato di dare la stessa valenza della vera R.G., confondendo inevitabilmente i piani e i fini delle due riunioni. Nell’ultimo libro “Storia di un carisma” Eduardo lascia intuire chiaramente il perché in Italia, come in tanti altri paesi, l’eredità del Post-Cursillo sia arrivata monca, priva del tassello più importante: la RG.
Per fortuna, negli ultimi tempi, abbiamo sentito, a tutti i livelli, da parte dei nostri animatori spirituali più sensibili, l’invito a riscoprire la R.G. non solo come crescita spirituale individuale ma anche come strumento di rivitalizzazione dell’Ultreya: la R.g. come palestra della nostra vita comunitaria. Spetta a noi laici, perciò, riappropriarci, nella sua dimensione autentica, di questo strumento principe che il Movimento mette a disposizione per crescita e perseveranza nella via della santità: forse è giunto il momento di guardare alle fonti e da lì riprendere il cammino verso il Padre attraverso quel piccolo e stretto sentiero tracciato dal Carisma dei Cursillos di Cristianità, che poi è lo stesso sentiero tracciato da Cristo: “dove ci sono due o tre riuniti nel mio nome , lì ci sono io”.
Mi sono più volte domandato che forza di trasformazione, che forza di rottura avrebbe il Cursillo nella nostra società se in tutte le Diocesi esistessero veramente le RG. Io non sono molto forte in proiezioni statistiche, ma ho pensato alle piccole Diocesi, come la mia, dove hanno già fatto il Cursillo 300/ 400 persone. Se i gruppi fossero formati correttamente, come il metodo indica, come minimo dovrebbero esistere 50/60 R.G. Immaginate se solo la metà di queste R.G. avessero come impegno quello di studiare un ambiente e portare almeno uno o due candidati ad ogni Cursillo! Provate a proiettate questo in vent’anni….. !!!
Per Eduardo un dei motivi principali, se non il principale, della mancata perseveranza nel Movimento, e purtroppo anche nella via di santità, deriva proprio dal fatto che molti cursillisti, dopo i te giorni, non “hanno la possibilità” di inserirsi ( lui usa l’espressione “incorporarsi”) e in una autentica R.G.
Ce lo possiamo permettere ?

Efisio Pilloni

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