Menu principale:
Spiritualità > don Peppe Vitale
Maria Madre del bell’ amore
Molti sono i titoli con cui viene venerata Maria, la Madre ; titoli che le vengono attribuiti dalla devozione e tradizione popolare o che il Magistero trae da alcune immagini della Sacra Scrittura.
Nella “Raccolta di Messe della beata Vergine Maria”, troviamo, nella seconda sezione del Tempo ordinario, la Messa in onore di Maria, madre del bell’amore. Questo titolo è tratto dal Siracide;
infatti, al v 24,24 , leggiamo: “Io sono la madre del bell’amore e del timore”.
Sono le parole con cui la Sapienza si presenta e che vengono attribuite alla Vergine Maria.. Vediamone le ragioni.
L’amore è un sentimento bello per sua natura: non c’è qualcosa che lo rende più o meno tale; l’amore è bello perché nasce dal cuore quando esso è purificato da tutte le sconcezze, le cattiverie, gli egoismi che normalmente ogni uomo porta con sé sin dalla nascita.
Maria è detta madre del bell’amore Ma perché bell’ amore? Perché l’amore viene qualificato con l’aggettivo “bello” se è già tale di per sé? Evidentemente qui s’intende qualcos’altro e non quel sentimento comune a tutte le madri e che esse “naturalmente” esprimono
Maria è la madre del bell’amore perché il suo è un amore totale, un amore senza riserve, un amore che affascina, un amore che esalta e, soprattutto, un amore che eleva . “Io ho visto Dio in faccia e non sono morto” A ciò porta l’amore che Maria dona ad ognuno di noi: eleva su un piano superiore, divino, porta a un rapporto “a tu a tu” con Dio, conduce a guardarLo faccia a faccia e a non morire, a rimanere estasiati nella sua contemplazione.
Maria è madre del bell’ amore perché il suo amore sincero , autentico, genuino, infinitamente generoso, è un amore naturale che però si differenza da quello di ogni altra madre: è naturalmente umano e divino perché Lei ha in sé la natura dell’umanità e della divinità ; è la madre del più bello dei figli dell’uomo, è la madre di Cristo Gesù , è la madre del Dio tra noi.
Maria è madre del bell’amore perché il suo amore è la fonte della virtù della conoscenza e della santa speranza. Chi ama conosce e dona, chi ama guarda al futuro, non si ferma al presente, spera e realizza.. E’ anche questo il valore del saluto dell’angelo quando la chiama “O piena di Grazia” : Maria è colei che conosce Dio ( lo ha conosciuto attraverso la preghiera), è colei che spera in Dio ( la sua speranza non verrà mai meno, neppure nel momento della perdita del figlio suo Gesù Cristo)
Ma Maria non è soltanto la madre del bell’ amore, è anche la madre del timore; timore non inteso come paura di Qualcuno o di qualcosa ma come sollecita preoccupazione di accogliere, di dare gioia , di assecondare le persone amate , di partecipare pienamente alla loro vita .
Maria vive tale preoccupazione sia nei confronti del Padre , Jahvè, il nostro Dio, dello Spirito Santo, il suo sposo, e di Cristo Gesù , suo figlio. Lo dimostra con il turbamento che prova al saluto dell’angelo, tanto che questi la rassicura “Non temere perché hai trovato grazia presso Dio”; con l’accettare umile la fecondità dello Spirito Santo; con il porsi alla sequela del Figlio interiorizzando nella sua vita quella di Lui perchè potesse comunicare agli altri il vero volto del Padre che è amore, donazione, partecipazione, provvidenza, gioia e letizia.
In questa sua preoccupazione è sottintesa una domanda . “Sono degna della parola di Dio, dell’amore di Dio?” Maria, consapevole di essere una creatura, se la pone e da qui nasce il suo turbamento. E noi ci siamo mai chiesti se effettivamente possiamo dichiararci persone degne dell’amore di Dio? Ci siamo purificati con il sacramento della riconciliazione per cui abbiamo reso il nostro animo disponibile all’incontro con Cristo Eucaristia? Valutiamo il nostro modo di vivere e molto probabilmente scopriremo in noi tante doppiezze, tante ipocrisie, tante cattiverie per cui la nostra dignità nei confronti della parola e dell’amore di Dio è venuta meno e non solo. Ma ricordiamo la promessa che l’angelo fa a Maria : “Lo Spirito Santo scenderà su di te” La discesa dello Spirito Santo è sempre una discesa feconda: è l’origine di un amore che diventa storia , è la fonte di un amore che vive i nostri giorni, è la risurrezione di un amore assopito perchè diventi un amore, come si diceva, pieno di fascino che eleva e pone su un piano soprannaturale.
Ed ecco allora che, a conclusione di queste celebrazioni , io auguro a tutti, ai presenti e, in modo particolare, a quelli assenti, che lo Spirito, che è sceso su Maria scenda su ognuno, scenda su ogni animo, all’interno di ogni spirito perché le nostre opere siano opere dettate da Dio, piene di spiritualità e di elevazione, siano opere che ci facciano sentire uniti nell’amore di Dio e nell’amore dei fratelli.
Sac Giuseppe Vitale