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Spiritualità > don Peppe Vitale
LA TESTIMONIANZA:
ESPRESSIONE DI VITA CRISTIANA
"La testimonianza" è una costante della Chiesa ed è quella realtà che la rende e la mantiene giovane e sempre vitale.
Se credere, alcune volte, può anche essere considerato e, oppure, viene vissuto come qualcosa di intimo e incomunicabile ( ma la fede è un dono, "nessuno viene a me se il Padre mio non lo chiama", e come tale va partecipato anche agli altri), la testimonianza, invece, è sempre caratterizzata dall'aspetto sociale, dall'impegno in una determinata comunità, dall'aspetto visivo, dal coinvolgimento delle altre persone che vedono, fanno proprio un modello, vivono e si proclamano seguaci di Cristo.
Dalla Chiesa primitiva in poi questa costante si è sempre più rafforzata e schiere di innumerevoli martiri hanno infoltito il popolo santo di Dio, "sono coloro che hanno lavato le loro vesti…." tanto che, insieme ai Padri della Chiesa, anche oggi possiamo dire che il "sangue dei martiri è seme di (nuovi) cristiani". Di fatti si parla di una Chiesa viva là dove la terra ha bevuto il sangue di tanti martiri.
Il termine "martire" significa testimone , e molti sono coloro che nel martirio, hanno testimoniato e testimoniano la loro vittoria contro il male, parimenti alla grande moltitudine di cristiani che opera e agisce quotidianamente là dove gli è dato di vivere. Gli eroi cristiani non sono i coraggiosi di un momento: sono i "martiri", i testimoni", che giorno dopo giorno donano, con l'opera di Cristo, la loro vita a madre Chiesa, santa e immacolata.
Il Concilio Ecumenico, nei suoi documenti, ha posto particolarmente l'accento sulla relazione tra
a) testimonianza e rivelazione:
- Cristo, testimone del Padre, porta a compimento la Rivelazione
- il Vangelo è la prima testimonianza relativa al Salvatore
- gli apostoli, testimoni di Cristo, confermano con la loro morte l'avvenuta Rivelazione nel Verbo incarnato
b) testimonianza e fede
- la fede pubblica è testimonianza
- la testimonianza nell'unità della fede indica una fede matura che abbatte l'ateismo
c) testimonianza ed evangelizzazione
- la testimonianza e l'evangelizzazione sono il binomio indissolubile e caratterizzante della Chiesa
E qui il discorso diventa più coinvolgente per ognuno di noi chiamandoci alla nostra responsabilità e al nostro impegno di cristiani. Infatti il seguace di Cristo (e noi siamo suoi seguaci)
- non si può limitare al solo annuncio verbale, ma deve annunciare con l'esempio della propria vita (non abbiamo tanto bisogno di maestri, quanto di testimoni);
- deve annunciare nella unità e nella carità, nella povertà e nella diaconia, nella fedeltà e nel dialogo, nel rinnovamento liturgico, nell'adattamento e aggiornamento dei linguaggi e della comunicazione, così da rinnovare e rendere sempre attuale la Chiesa con una fede viva e operosa;
- deve essere fermento di testimonianza ( il sale, il lievito di Cristo)
- deve rendere presente Cristo risorto nell'ordinamento temporale (politico, religioso e sociale);
- deve rendere presente la Chiesa;
- deve essere strumento della missione salvifica, deve testimoniare, cioè, la Speranza che non inganna.
Ma come può concretamente attuare ciò?
- Con l'aprirsi agli altri e col creare comunione
- celebrando e partecipando all'Eucaristia
- vivendo pienamente il proprio battesimo
- facendosi apostolo dell'amore sano, santo ed efficace
- annunciando senza timore e vergogna la Verità
- ponendosi al servizio della comunità
- curando la propria formazione dottrinale e spirituale
- non trascurando le opere di misericordia spirituali e corporali
- fondando la propria vita sui valori annunciati e vissuti
da Cristo
- curando l'educazione religiosa, politico-sociale, culturale
dei figli
C'è chi pensa che questi impegni riguardino soprattutto i vescovi, i sacerdoti, i religiosi.. e che in quanto "addetti ai lavori", con specifiche "competenze", la dovuta "sensibilità" e "idoneità", hanno il dovere e la possibilità di attuarli pienamente. Ma così non è: è "dovere" e "possibilità" di ciascun membro della Chiesa testimoniare il Regno di Dio realizzato.
D'altra parte, come già è stato accennato, molti sono gli esempi di laici, di persone comuni, semplici seguaci di Cristo, che avendo creduto alla sua azione salvifica , hanno preso sul serio la sua Parola e, forti del loro sacerdozio comune, l'hanno resa concreta con la loro vita.
Essi incarnano il cristiano autentico, il cristiano di sempre, quello di ieri come quello di oggi, perché seguaci della Parola di Cristo che non conosce limiti di tempo: "i cieli e la terra passeranno, ma la mie parole non passeranno". La Chiesa, con Giovanni Paolo II, ha sottolineato come e quanto la Parola valga per gli uomini di ogni tempo elevando all'onore dell'altare, come compagni di viaggio e di martirio, quanti che con il loro sangue, nei primi anni della Chiesa, si affermarono per sempre testimoni di Cristo, madri e padri di famiglia, catechisti, vittime del razzismo e del fanatismo degli integralisti di tante fedi, uomini e donne semplici dei nostri giorni .
E' la forza della fede che rende salda la volontà di giungere alla meta. Né il vento, né la tempesta, né gli straripamenti delle cose mondane possono abbatterla o fiaccarla se essa si alimenta della parola di Dio, l'eterno nel tempo, il divino nell'umano. E' la fede che permette a tutti di pervenire nella casa del Padre, dove né lutto , né dolore avranno più luogo, ma solo la gioia che viene da Lui. Ed è per questo che essa va testimoniata concretamente, operativamente ovunque e sempre.
Sac. Don Giuseppe Vitale