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Momenti di una giornata storica
Avvenire 12 Giugno 2004
Il grande giorno dei Cursillos
Anche per i Cursillos di cristianità il "grande giorno" è arrivato. Quello che, al di là degli aspetti più strettamente formali, in qualche modo sta a significare la raggiunta"maturità nella Chiesa" di questo movimento che, nato nel 1944 a Palma di Maiorca, è approdato in Italia quarantuno anni fa.
Il "grande giorno" è quello della consegna del Decreto di riconoscimento canonico dei Cursillos, avvenuta ieri mattina nella sede del pontificio Consiglio per i Laici, dopo che lo stesso dicastero vaticano, lo scorso 24 aprile, aveva approvato lo Statuto dell’Organismo Mondiale dei Cursillos di Cristianità, che ne riconosce la personalità giuridica privata. Il giorno dell’«inizio di una nuova primavera», come suggerito da monsignor Stanislao Rilko, presidente del pontificio Consiglio, che ha consegnato il Decreto nelle mani degli attuali responsabili dell’Omcc Francisco Alberto Coutinho e padre José Gilberto Beraldo, presenti tra gli altri Eduardo Bonnín e monsignor Sebastián Gayá, due tra i fondatori spagnoli, e i responsabili nazionali del Cursillo italiano, Ferdinando Rosato e monsignor Ubaldo Speranza.
«Per noi questo è un momento davvero importantissimo – ha sottolineato ieri padre Beraldo – quel momento di comunione ecclesiale che tutti noi desideriamo». Infatti, come ha messo in evidenza nel suo saluto a monsignor Rilko il presidente Coutinho, «la nostra identità ecclesiologica, preoccupazione costante, avviene soprattutto nell’unità che rispetta la diversità, cresce nel dialogo fraterno alimentato dalla nuova amicizia». Per questo dunque il riconoscimento canonico «è per noi oggi un vero kairòs, un tempo opportuno di grazia per se stesso e per la Chiesa». Con esso, ha concluso il presidente, «assumiamo l’orientamento del nostro amato pastore, Papa Giovanni Paolo II» nell’abbracciare i cinque "criteri d’ecclesialità" dettati per ogni movimento che voglia essere nella Chiesa: «Primato di ogni cristiano alla santità, responsabilità nel professare la fede cattolica, estimonianza di una comunione solida e responsabile con la gerarchia, conformità e partecipazione nella finalità apostolica della Chiesa, impegno per una presenza viva nella società umana».
Organizzati in gruppi continentali, e capaci di coagulare attorno alla loro proposta quasi sei milioni di persone in tutto il mondo (2 milioni delle quali solo in Brasile) i Cursillos nacquero in Spagna – una Spagna ancora lacerata dall’atroce esperienza della guerra civile – per iniziativa di alcuni giovani,
decisi a ridare vigore a un cristianesimo divenuto, secondo loro, troppo "tiepido". Che già denunciava i primi segni di quella sorta di "distacco" che, molti anni più tardi, sarebbe stato identificato col termine "secolarismo".
Nacque così un metodo il cui obiettivo, come ricorda Bonnin, non puntava «a formare uomini di Chiesa, ma una Chiesa di uomini». Uomini, cioè, capaci di trasmettere lo spirito evangelico
in tutti gli ambienti, dove spesso Dio è dimenticato o sconosciuto. E dunque invitati non tanto «a vivere all’ombra del campanile», quanto a contatto diretto con le realtà del mondo.
«È l’inizio di una nuova primavera», ha detto ieri l’arcivescovo Rylko, responsabile del dicastero per i laici
Intervento di Eduardo Bonnin
Mi torna in mente adesso il giorno in cui, per grazia di Dio, nel corso di una Ultreya in Venezuela, incontrai il cardinale Pironio, un uomo che mirabilmente rappresentava Gesù Cristo….
Mentre parlavo con lui improvvisamente mi disse : " Perché non chiedete, Eduardo, il riconoscimento da parte del pontificio consiglio per i laici?"
Io risposi: "Padre questo non è un compito mio…" Rispose: Tu fa tutto il possibile perché i cristiani quando fanno il possibile riescono nell'impossibile.."
Dicevamo durante il primo corso che i Cursillos dovevano arrivare, partendo dalle alte cime del pensiero scientifico e filosofico, alla vasta pianura del pensiero popolare, e questo, lentamente, siamo riusciti ad ottenerlo
Ricordo quando siamo stati ricevuti da Paolo VI che disse che i Cursillos di cristianità avevano acquistato carta di cittadinanza in ogni luogo del mondo, e per questo diamo grazie a Dio
Oggi vediamo realizzato quel sogno che ci propose il Cardinale Pironio, che sicuramente dal cielo sarà felicissimo nel vedere che ci è stata concessa questa grazia
Io non posso dire altro, ricordo quando dicemmo, durante il primo corso che non ci saremmo fermati finchè non avessimo fatto un cursillo sulla luna… non ci siamo riusciti ancora , ma chissà… se un giorno non ci riusciremo!
Intervista all'arcivescovo Rielko
Eccellenza, ci vuole spegare il significato di questo giorno per il Movimento dei Cursillos di Cristianità?
I Cursillos di cristianità,
una realtà che ormai ha una lunga storia nella vita della Chiesa, cui diversi pontefici hanno voluto esprimere il loro apprezzamento per il lavoro di formazione ed evangelizzazione di tante generazioni di cattolici in varie parti del mondo.
Oggi, dopo tanti anni , arriva questo momento di consegna del decreto di riconoscimento da parte della Santa Sede; è un importante sigillo che la Chiesa da a questa importante realtà ecclesiale per tutto la missione che essa svolge nelle varie parti del mondo. Recentemente il santo padre ha parlato della nuova stagione aggregativa nella Chiesa e rivolgendosi a queste nuove realtà ha detto : "Di fronte alle sfide di una nuova evangelizzazione voi siete una risposta provvidenziale perché data dallo Spirito Santo stesso…"
Allora è un giorno di grande gioia per tutti gli aderenti al Movimento dei cursillos che operano in tutto il mondo e sono impegnati nella nuova evangelizzazione.
La firma del decreto nel giorno della Pentecoste può rappresentare un simbolo?
Certamente, proprio questo è il senso delle parole che ha pronunciato il santo Padre durante la Pentecoste, Lui non si stanca di ripetere che queste nuove realtà, nuove comunità e movimenti ecclesiali sono un dono dello Spirito Santo per la Chiesa di Dio nel mondo.