Menu principale:
Volontariato
Sono circa 10 anni che do il mio contributo come volontario al Cottolengo.
La spinta a fare questo ,l'ho avuto dopo che ho partecipato ad un Cursillo, nel Novembre del 1993, era il 7° Uomini.
Il mio obiettivo non era certo il Cottolengo, anzi.... non sapevo nemmeno cosa fosse realmente, ma il signore ha sicuramente un progetto preciso su ognuno di noi , e quando meno ce lo aspettiamo ci proietta verso la meta a noi inimmaginabile.
Per farvi capire meglio, devo tornare un pò indietro.
Ricordo come fosse stato ieri ,quel giorno di 10 anni fa, quando mi ritrovai spinto da qualcosa davanti a quell' edificio che non conoscevo ,ma di cui avevo sentito parlare.
Me lo avevano descritto come qualcosa di orribile : "la casa dei mostri " .
Senza chiedermi il perchè , decisi di entrare per conoscere da vicino quella realtà.
La scritta in alto ,all'ingresso dell' edificio ." Piccola casa della Divina Provvidenza" mi è rimasta fissa nella mente ,anche perchè dimostrava il contrario dell' idea che mi ero fatto.
Appena varcato la soglia, ebbi l' impressione di trovarmi in un' altra dimensione, nella quale si respirava un' aria diversa, dove la serenità, la gioia e la voglia di donare non possono mancare.
E' stato proprio il desiderio di farvi partecipi di questa gioia, e spinto anche da un mio caro amico "Tonino" anche lui volontario , che ho trovato il tempo giusto per scrivere le mie impressioni, riguardo all' esperienza che viviamo ancora oggi , e fino a quando il Signore vorrà nella Piccola Casa.
Era il mese di Luglio, e iniziai la mia eperienza con una settimana a tempo pieno. Quei giorni trascorsi con gli ospiti della casa, ed altri volontari, sono indimenticabili. Sentivo la ferma convinzione che tutto sarebbe cambiato.
Attraverso questi fratelli ,sentivo il mio rapporto con Dio più autentico , perchè Egli si manifestava ai nostri occhi attraverso di loro.
Confesso che all'inizio non è stato facile . Era la prima volta che mi trovavo a contatto diretto con persone con infermità fisiche e mentali, che oltre ad affetto, amicizia, carezze, avevano bisogno di continua assistenza fisica.
La nostra forza è stato, e lo è tuttora, GESU' NEL TABERNACOLO a cui affidiamo tutte le nostre azioni, e poniamo nelle Sue mani, tutti i nostri limiti.
Nel tempo è maturato un rapporto molto bello e intenso con le suore ,che sono a noi molto care, ed abbiamo imparato a comunicare con i ragazzi, condividendo con loro, momenti fantastici , come le feste che si organizzano nei vari periodi dell'anno , alle gite .
In modo particolare , ricordo quella volta che li abbiamo portati in discoteca. Un luogo abbastanza insolito per loro e per le suore. Tutti insieme con molte carrozzelle in pista ,abbiamo cantato ,saltato e ballato ,trasformando per per un giorno quel posto ,in un luogo di condivisione fraterna e gioia cristiana.
Naturalmente non mancano i momenti tristi in cui il Signore ci chiude di più e ci mette alla prova, come quando si è ammalato Mario ,che poi ci ha lasciato dopo tanta sofferenza.
L'avevo lasciato il giorno prima mentre mi teneva la mano ,e a cenni mi chiedeva di tornare presto , non l'ho più visto. Come Pasquale , che si è consumato nel suo letto prima che il Signore mettesse fine alla sua sofferenza. Io e tonino ci sentivamo impotenti di fronte a quello che stava accadendo,eppure per lui era importante che noi fossimo lì. Come Tobia , che era diventato un mucchio di ossa ,ranicchiato nel suo letto .
Pieno di dolore e di piaghe, ci aspettava puntualmente. Non ci chiedeva molto , solo guardarci e tenerci la mano mentre versava qualche lacrima.
Eravamo molto legati a lui, e la sua scomparsa ha lasciato in noi un vuoto profondo.
Per non parlare poi di Armando, il pilastro del Cottolengo. Non aveva gambe, ma incambio aveva delle capacità straordinarie. La sua morte improvvisa è stato un grande dolore per tutto l'istituto, ma ciò che ci consola è che questi fratelli ,e altri ancora, sono in paradiso e continuano a rendersi visibili a noi , attraverso quelli che come loro continuano a portare il peso della loro croce.
Oggi siamo un piccolo gruppo di volontari , immancabili all'appuntamento con i nostri amici, e posso affermare con certezza come è scritto anche da qualche parte ,che " vi è più gioia nel dare che nel ricevere."
Ma per fare questo ,bisogna annullare anche una parte di noi stessi , per fare più spazio agli altri e a Dio.
Sento di dire a voce alta " grazie Gesù" per avermi fatto riscoprire dei valori che danno un senso vero alla vita.
ENZO