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APERTURA SCUOLA RESPONSABILI 2005-2006
"DIGNITA' UMANA E DIFESA DELLA VITA"
Il crescente senso di angoscia e di frustrazione che gran parte dell'umanita percepisce da secoli trova le sue radici nel suo progressivo allontanamento da Dio.
Lo sviluppo scientifico e l'evoluzione tecnologica , accompagnati da una immensa disponibilità di risorse energetiche gli hanno consentito all'uomo di agire sulla natura sconvolgendone spesso gli equilibri. L'uomo, colto da un delirio di onnipotenza, ha creduto di poter recidere quel sottile filo conduttore che da sempre lo collegava a Dio, suo Creatore.
Ancora una volta, quasi ripetendosi la narrazione biblica del peccato originale, la sete di conoscenza ed i successi ottenuti lo hanno spinto a varcare il confine tra ciò che è conforme ai comandamenti divini e ciò che non lo è, salvo, poi, a scoprirsi nudo ed impotente.
Povero, piccolo uomo che prende atto della propria povertà e non trova risposta agli interrogativi esistenziali sul senso della vita e della morte; aveva rimosso Dio ponendosi al suo posto, ma scopre di non essere Dio e di dover morire.
"Quanti mercenari di mio padre hanno pane in abbondanza, ed io, qui, muoio di fame!"
La reazione non è stata però quella del figliuol prodigo ed alle proprie angosce l'umanità ha dato risposta attraverso un collettivo processo di rimozione delle loro cause.
Innanzitutto la rimozione di Dio, ostacolo ingombrante, con tutte le leggi etiche che da sempre erano radicate nel profondo dell'animo umano. Si è sviluppato così l'ateismo nelle sue varie forme di cui la più grave è l'indifferenza.
La morte? Non la si poteva abolire, ma la si poteva nascondere, per quanto possibile, relegandola dietro un paravento in una anonima stanza di ospedale, lontano da tutti gli affetti.
Il momento più solenne della vita di un uomo è considerato come qualcosa di osceno, da nascondere.
Secondo la stessa logica sono stati creati dei miti, espressione di quanto più lontano possibile dalla morte, quali l'eterna giovinezza, la salute ad ogni costo, la bellezza.
Nelle varie antropologie di riferimento la dignità dell'uomo ed i suoi diritti non sono state più considerate conseguenza del suo essere figlio di Dio," creato a sua immagine e somiglianza", ma bensì in funzione della sua capacità di relazionarsi o di essere utile.
In questa ottica il concepito, il cerebroleso, il paziente in coma profondo, il malato di alzaimer, perdono i loro diritti, in quanto incapaci di relazionarsi ed inutili…
La loro fonte di dignità non è più l' essere figli di Dio ma bensì la possibilità di essere utili alla società o la capacità di esprimere il loro dolore.
Ritornano tristemente alla mente le parole di un famoso oncologo che in occasione dei recenti referendum si espresse con queste parole:
"Uno scimpanzè che cos'è? Un essere vivente con una differenza minima nel genoma rispetto all'uomo. Perché non tuteliamo anche gli embrioni degli scimpanzè, anch'essi sono progetti di esseri umani?".
Questa mentalità, queste antropologie, hanno dato origine ad una cultura di morte, a quelle autentiche piaghe, nuovi cavalieri dell'apocalisse, che sono l'aborto, il divorzio, l'eutanasia…
L'embrione non può esprimersi, non è ancora utile a nessuno, è ancora "un ammasso di cellule", la madre, dunque, se non desidera un nuovo figlio, può liberamente disfarsi di quell'ingombrante ostacolo oppure farlo oggetto di manipolazione genetica o selezione.
La famiglia, culla della vita, è stata messa in discussione dando la possibilità di annullarla facilmente seguendo il capriccio, spesso momentaneo, di uno o l'altro coniuge. Sono nate così le cosiddette famiglie allargate in cui un bambino deve imparare a riconoscere la differenza tra padre o madre naturali e conviventi, compagni, nuovi coniugi.
L'eutanasia diventa così lo sbocco naturale di questo modo di vedere l'uomo, l'estremo rifiuto della morte e della sofferenza, si vuole dunque poter uccidere la morte…
Il malato in fase terminale non è più il figlio di un Dio che gli ha dato vita e dignità, ma bensì un inutile essere vivente, un peso per la società, cui dare l'illusione di poter decidere la propria fine.
I rischi che si profilano per il futuro sono immensi ed i cristiani, insieme a tutti gli uomini di buona volontà saranno chiamati ad un aspro confronto con questi angeli della morte.
E' dunque la difesa della vita e della dignità umana la sfida del secolo, compito della Chiesa che vive la storia, tutti uniti nella difesa del bene maggiore donatoci da Dio:
La vita va difesa nella famiglia, suo tempio naturale, che deve ritrovare la sua dignità ripensando e ritornando alle sue origini.
Le coppie devono riflettere sul ruolo che nel disegno divino viene loro affidato. Dio ha affidato agli uomini il compito di proteggere la vita.
Difesa della vita sopratutto dei più deboli, dei bambini, dei giovani, ma anche di ogni singolo uomo
Alla base di tutto vi deve essere la considerazione sempre dell'uomo come persona, qualunque siano le sue condizioni non è qualcosa ma qualcuno, e nei riguardi della persona bisogna applicare sempre il comandamento dell'amore; Amore che è anche compassione.
Ma se vogliamo che gli altri promuovano la nostra vita anche noi dobbiamo promuovere il diritto alla vita degli altri, in particolare di chi è concepito che fin dal primo momento ha la dignità di uomo.
La manipolazione del concetto stesso di dignità basata su considerazioni esterne, economiche, relativistiche, politiche, rappresenta un pericolo grave in quanto premessa di infelici conclusioni
La dignità umana una è una caratteristica intrinseca, non negabile dall'esterno, nessun essere umano ne può essere privato.
Il diffondersi della cultura della morte esige dunque la scesa in campo di tutti gli uomini di buona volontà, credenti e non credenti. I cristiani in particolare devono uscire dalle sagrestie, scendere nel mondo, promuovere, costruendo, il senso ed il diritto alla vita, la difesa della dignità della persona.
Non si deve però dimenticare che alcune pericolose convinzioni si sono infiltrate, in modo subdolo, anche nella comunità dei credenti per cui è indispensabile un percorso di formazione e confronto, per poter, senza paura, affrontare il problema...
I recenti referendum hanno evidenziato la pericolosa disinformazione di molti credenti e la vittoria riportata non deve darci false illusioni; è stata vinta una battaglia ma gli angeli della morte ci riproveranno, altri impegni ci aspettano, su questo ed altri temi, primo fra tutti l'eutanasia.
La comunità cristiana non può ignorare tragiche situazioni che si possono venire a creare, di fronte alle quale il singolo uomo, la singola famiglia, sono impotenti e di conseguenza facile preda di allettanti tentazioni; la comunità cristiana deve farsene carico, deve "prendersi cura" del problema con la stessa sollecitudine che guidò il samaritano nei confronti dell'uomo aggredito dai banditi.
L'azione in difesa della dignità della persona umana e del diritto alla vita deve servirsi di tutti gli strumenti che la tecnologia ci offre nel campo della comunicazione di massa, essi sono il veicolo attraverso cui passano i messaggi di morte, trasformiamoli dunque in messaggeri di vita.
Aiutiamo dunque questo povero, piccolo uomo, che ha riscoperto la propria nudità a trovare la forza di dire :
"Mi rialzerò, andrò da mio Padre e gli dirò : ho peccato contro il cielo e contro di Te"
Giovanni Genovese