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Amore

Carisma > Il pensiero di Bonnin

Amore : "Lo sguardo tenero di Dio "

Quando Eduardo vuole rappresentare Dio ci invita a pensare ad un padre che guarda nella culla l'ultimo dei suoi figli appena nato, il più indifeso, il più debole. Dal Suo sguardo traspare tutta la tenerezza, tutta la Sua gioia, tutto il Suo orgoglio, tutta la Sua meraviglia, tutte le Sue preoccupazioni, tutti i Suoi sogni per quella creatura : questo è l'Amore. Dio innamorato dell'essere più debole, più fragile, così innamorato da rasentare, se fosse possibile immaginarlo, la "gelosia" per quella "piccola e indifesa calamita del Suo amore", tanto da costringerLo a farsi Lui stesso creatura fragile; tanto da assumere Lui stesso le spoglie umane per elevare quella piccola creatura alla Sua altezza, tanto da sacrificarsi sulla croce per redimerlo dal peccato per renderlo erede della Sua divinità: questo è l'Amore. Questo sguardo tenero di Dio posato sull'uomo imprime nel
suo intimo un desiderio infinito ed indelebile: l'ansia per l'amore, l'ansia di essere amati, l'ansia di amare. "Nella propria struttura di uomo, nel suo essere, ognuno di noi fa trasparire la sua ansia radicale di amore personale che se esercitata con sguardo intelligente e attento produce sempre meraviglia perché riporta al proprio essere e al proprio amore per Dio. In questo modo amare è vedere le persone , gli avvenimenti e le cose nella prospettiva di Dio, con gli occhi di Dio.". Conoscendo questa nostra struttura intima, la nostra necessità di essere amati con un amore personale, Gesù ha riassunto tutto il Vecchio Testamento nel Suo precetto " amatevi gli uni gli altri come Io vi ho amato" , anzi " come il Padre vi ha amati" La prima cosa che dobbiamo vedere con gli occhi di Dio siamo noi stessi; vedere il nostro essere amati da Dio come possibilità di aprire il nostro essere all'amore degli altri; la traiettoria dell'amore, infatti, per raggiungere la sua pienezza parte da Dio ma si deve prolungare fino ai fratelli. Così come ci lasciamo guardare da Dio, ci dobbiamo lasciare guardare dai fratelli; lasciare che la loro ansia di amare possa raggiungerci in modo che il loro amore possa raggiungere la pienezza.
Spesso è più facile amare che lasciarsi amare, aiutare più che lasciarsi aiutare. Chi non è capace di lasciasi amare difficilmente è capace di amare veramente: "lasciarsi amare è più che amare".
L'apertura del cuore è la vera chiave dell'amore : "Con un io chiuso o avariato non si può amare."
L'amore apre alla conoscenza dell'altro per quello che veramente è , perché "si può conoscere nella sua più intima profondità solo quello che veramente si ama." Chi si sente amato, si lascia amare e quindi si lascia conoscere anche nella sua essenza più intima e profonda. "Di amare si ha la certezza, di essere amati si ha fede. Chi ama dubita di tutto, chi si sente amato non dubita di niente. Quando una persona sperimenta questa realtà e la fede di essere amata da Dio in Cristo, diventa il motore, l'orientamento e la meta del suo vivere, allora capisce che essere cristiano non è solo sapere che un giorno dovremo rendere conto, ma che è vivere rendendosi conto di vivere e questo lo spinge a rendere grazie a Dio. Se affrontiamo la vita con questo atteggiamento, allora ci rendiamo conto che la vita è bella, che la gente è importante e che vale la pena vivere." Se questa visione si impossessa della nostra vita, questa viene proiettata oltre i "comandamenti" , l'unica legge che resta è l'amore, che faceva esclamare a S. Agostino "ama e fai ciò che vuoi".
Il Cursillo parte, anche cronologicamente, da questo visione dell' amore con le con le tre meditazioni del ritiro iniziale: Il Padre misericordioso , I tre sguardi, La figura di Cristo. Senza questa presa di coscienza anche la parola "amore" può restare una parola vuota, un vocabolo da ricercare sul dizionario. Cristo ci ha "fatti fratelli" con la Sua morte e resurrezione; fratelli lo siamo davvero, volenti o nolenti, questo nostro essere fratelli non dipende da noi, siamo fratelli e basta. A noi spetta lasciarci abbagliare da questa realtà ed accettarla come un dono: l'Amore del Padre, che resterà intatto nonostante le nostre continue cadute e condividerla con gli altri fratelli; questa è la pura e semplice essenza e finalità del Movimento dei Cursillos:
"Proclamare la notizia più bella della più grande realtà:
Dio, tramite Cristo, ci ama; comunicarla con il mezzo più efficace che è l'amicizia,
alla parte migliore di ognuno di noi che è il suo essere persona".
Decolores.

Efisio Pilloni


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