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Carisma > Il pensiero di Bonnin
"Il mezzo più efficace per comunicare l'amore di Dio verso ciascuno di noi ."
Quando si parla di "amore" e di " amicizia" si tende a vedere nel primo un sentimento di coinvolgimento dell' uomo molto più profondo, magari legato a vincoli di sangue o di affetto particolarissimo come quello coniugale, mentre nel secondo si tende a vedere un rapporto "aggiunto", non sostanziale, che pur nelle sue espressioni più alte non raggiunge mai l'intimità e la profondità dell'amore. Nel pensiero di Eduardo i due concetti amore e amicizia vengono legati in maniera inscindibile : l'amicizia diventa la pura e semplice "condivisione" dell'amore. Viene vista cioè come un gradino successivo all'amore o meglio dire un approfondimento dell'amore stesso. Questo concetto di amicizia viene innestato nel concetto che Cristo esprime ai suoi discepoli quando dice loro "vi ho fatto amici": li ha resi simili a Lui ; ha fatto loro conoscere il Padre. L'amicizia diventa così uno dei pilastri fondamentali della spiritualità e del metodo dei Cursillos sino a essere concepito come lo strumento principe dell'apostolato dei Cursillos in tutte le sue fasi Precursillo, Cursillo e Post-Cursillo. Intorno ad essa ruota tutta la vita e la vitalità del "nucleo base" del Movimento che è il "Gruppo".
Al concetto "amicizia" Eduardo ha dedicato un bellissimo rollo durante le I Conversazioni di Calafiguera nel 1994 ,'in occasione del 50° anniversario della nascita dei Cursillos.
" Il dizionario dice che l'amicizia è un sentimento affettivo puro e disinteressato fra persone e nasce dalla muta stima,apprezzamento e simpatia. Questo è ciò che il concetto significa ma è la vita che ci dice cosa sia veramente l'amicizia. " Come al suo solito Eduardo parte da una idea per calarla subito in quella realtà concreta che è la persona e nel suo quotidiano realizzarsi. Per comprenderne il vero significato di "amicizia" bisogna fare una distinzione tra " gli amici" e " l' amico". Nel primo caso si include generalmente "conoscenti", "frequentazioni abituali" " amici in genere" . Nel secondo caso "l'amico" include solo qualcuno di cui conosciamo ed abbiamo verificato la "corrispondenza" non solo possibile ma certa perché sperimentata, e in questa ottica solo uno ha queste caratteristiche: Cristo. "Parlando dell'amico al singolare, è d'obbligo, o meglio dire è necessario e gioiosamente conveniente fra cristiani , parlare innanzitutto dell' amico speciale, anzi del più speciale degli amici, e cioè di Gesù vivo… che si è fatto simile a noi per farsi amico di noi uomini. Egli è il prototipo paradigmatico della vera amicizia, di quella che non disdegna nessun sacrificio(compresa la vita) per renderla reale….."
Parlare della Amicizia di Cristo verso la "persona umana" è come volere spiegare l'inesplicabile, tuttavia quando su questa amicizia si forgia e si fonda la nostra amicizia si è certi che questa è una amicizia vera e sicura perché "garantita,finanziata e assicurata" da Lui.
Con questa garanzia si può guardare al fratello con fiducia e con lui stabilire una autentica comunicazione sino ad arrivare ad un livello di intimità molto profondo che è la condivisione di quanto la vita di Cristo opera in noi. In questo modo l'amicizia "è la forma più genuinamente umana ed evangelica di comunicazione tra gli uomini, comunicare con un altro come persona, non per le sue qualità concrete o posizione sociale , ma solamente perché è una persona, perché è lui . E la stessa forma di relazione che Dio ha con l'uomo ed è la miglior forma che l'uomo può avere con Dio e con gli altri uomini". Questa relazione permette di affermare che uno è veramente amico quando con l'altro può " pensare la propria vita a voce alta", senza timore di essere tradito o frainteso. In questo senso "l'amicizia si potrebbe riassumere nella doppia affermazione: sono contento che tu esista, il mondo è più bello perché esisti tu" trasformando così l'essere cristiano nella "semplice e definitiva felicità di essere amico del prossimo".
L'amicizia ha un processo di maturazione che parte dalla reale volontà di lasciasi guardare, di lasciarsi amare e quindi parte da una "amichevole identificazione con se stessi", dall'amichevole incontro con Dio e con i fratelli. La sua dinamica è una dinamica creativa che produce solo altra amicizia. "quando un gruppo è formato da credenti che credono che credere è creare , la dinamica di amicizia del gruppo incide in tutti gli ambienti in cui i partecipanti si muovono. In questi ambienti , la dinamica di amicizia genera con naturalezza e direttamente una corrente prima di simpatia, poi di ammirazione e infine di contagio . Questa corrente cristallizza in altre piattaforme di amicizia propagandosi in forma multidirezionale e progressiva abbracciando di volta in volta la vita di molte persone."
Il rollo "Studio e animazione cristiana degli ambienti" , frutto della riflessioni e dell' ansia apostolica del giovane Eduardo ( presentato per la prima volta in modo ufficiale al Seminario Maggiore di Palma 8 dicembre del 1943), contiene già tutti questi elementi e costituisce il nucleo originale da cui deriva tutta la metodologia apostolica dei Cursillos : studiare l'ambiente, individuare gli uomini veri (vertebre), meglio se lontani, farseli amici per farli amici di Cristo. Perché questo mezzo non perda la sua efficacia deve avere una ed unica caratteristica deve essere pura, disinteressata, "deve essere data sempre a fondo perduto. L'amicizia "per" non è amicizia. Se l'amicizia viene strumentalizzata perde la sua vera natura, perde la sua essenza e si trasforma in altro diverso e perfino contrario ad essa stessa."
Con queste caratteristiche "farsi amici per farli amici di Cristo" non è uno slogan ad effetto ma lo strumento essenziale e principe della missione evangelizzatrice di chi ha fatto l'esperienza di Cristo Risorto nei tre giorni, e in questo senso si comprende bene il significato della frase " Il Cursillo è un dono di un amico ad un altro amico".
Decolores
Efisio Pilloni